lunedì 28 febbraio 2011
mercoledì 23 febbraio 2011
martedì 22 febbraio 2011
venerdì 18 febbraio 2011
venerdì 11 febbraio 2011
Aristotele e la quarta dimensione
"Particelle virtuali emergono dal vuoto, prendendo a prestito temporaneamente un pò della sua energia, [...] quindi spariscono di nuovo nel vuoto, portando con sé l'energia che avevano preso in prestito".
(Lisa Randall, Passaggi curvi- Mondadori 2007, citata da Carlo Consiglio nell'articolo " Il principio di causalità")
(Lisa Randall, Passaggi curvi- Mondadori 2007, citata da Carlo Consiglio nell'articolo " Il principio di causalità")
mercoledì 9 febbraio 2011
Buona fortuna

Come si può, davvero, possedere la piena consapevolezza di chi si è, se non con la conoscenza, se non con il sapere costruito sulla contaminazione culturale, con l'atteggiamento di colui che sa di non sapere, e ha il coraggio di guardare oltre, qualunque cosa implichi espandere il proprio orizzonte di certezze, qualunque trauma possa provocare perdere quelle poche, povere cose, materiali e intellettuali, su cui, oggi, basiamo la nostra vita. Tra le tante iniziative, quella delle libere Pluriversità potrebbe rappresentare una vera scommessa per un percorso di democratizzazione della cultura. L'idea nasce a Napoli (http://liberapluriversita.wordpress.com), seguita da Palermo (http://www.pluripa.it ) e da queste esperienze, infine, ancora nel profondo sud, nella città "lontana e sola" di Caltanissetta viene alla luce la Libera Pluriversità Nissena. Come a tutti coloro che vengono al mondo in un momento così delicato della storia dell'umanità, mi piacerebbe dare il benvenuto alla Libera Pluriversità Nissena, citando Hans-Georg Gadamer:" In un'epoca di transizione, come quella in cui viviamo, è molto difficile considerare compiti a breve scadenza" per questo, aggiungo, che un vero cambiamento può avvenire solamente con l'attivazione di strumenti che consentano la formazione di un immaginario comune che non sia più basato sulle chimere della conservazione.
Buona fortuna e buon lavoro.
martedì 8 febbraio 2011
13 febbraio
Era il 1792, a Parigi, quando Mary Wollstonecraft scriveva "A vindication of the rights of woman, strictures on political and moral subjects" di cui, quasi tutti noi, conosciamo le famosissime pagine: "Sui diritti delle donne". Non solo, mi pare, che alcuni contenuti non sono stati seppelliti dal tempo, ma, come spesso accade, pare che sia trascorsa invano tutta la storia che non abbiamo vissuto:
"Negli stati barbari vi è una forte inclinazione per gli ornamenti esteriori, ma sono gli uomini ad adornarsi e non le donne; laddove, infatti, si è permesso alle donne di essere sullo stesso livello degli uomini, la società si è evoluta almeno di un passo verso la civilizzazione." (Sui diritti delle donne- Mary Wollstonecraft- Edizione BUR- 2008)
E in questi tempi connotati delle manifestazioni apparenti, della scarsa consapevolezza morale, dall'involuzione della civiltà, le parole della Wollstonecraft sembrano suonare come un richiamo a non perdere di vista il destino comune che lega l'umanità.
"Negli stati barbari vi è una forte inclinazione per gli ornamenti esteriori, ma sono gli uomini ad adornarsi e non le donne; laddove, infatti, si è permesso alle donne di essere sullo stesso livello degli uomini, la società si è evoluta almeno di un passo verso la civilizzazione." (Sui diritti delle donne- Mary Wollstonecraft- Edizione BUR- 2008)
E in questi tempi connotati delle manifestazioni apparenti, della scarsa consapevolezza morale, dall'involuzione della civiltà, le parole della Wollstonecraft sembrano suonare come un richiamo a non perdere di vista il destino comune che lega l'umanità.
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