lunedì 11 giugno 2012

Il fuoco e il dolore del poeta

Quando sento, forte
la passione
e l’alta temperatura
febbre oltre l’umano sopportabile
che mi fa muovere lentamente
febbrilmente
con le mani sulla tastiera che bolle e,
mento di parole vere sofferenze reali,
quando sento la poesia che sottostà al perverso stato del sogno,
in quel momento dovrei con intensità pensare al vero fuoco,
il fuoco che brucia i corpi non la mente,
al fuoco delle cose per le cose
ecco allora,
dovrei pensare agli altiforni
dove la poesia non é di casa
perché lì abita la disperazione.

mercoledì 6 giugno 2012

Diottria

Un'altra sfera,
 una perfetta metà
la forma compiutamente concava
impalpabile
i contorni appena accennati
il tuo volto, così emaciato,
un'altra ancora te prego
la tua piccola ruga
che abita sotto l'occhio destro
é così profonda,
perché non ti ricordavo così bella
continua
ora il fuoco é perfetto
sei come sei sempre stata,
meravigliosa
come quando ero cieco.

lunedì 4 giugno 2012

lunedì 28 maggio 2012

La Morte deve essere


La Morte deve essere, diceva un vecchio canto indiano, se no, dove metteremmo tutti i bambini che nasceranno.
Dove metteremmo i nostri sogni, se non morissero i vecchi pregiudizi.
Non ci sarebbe posto per le idee se vivessero, per sempre, le idee vecchie che affollano le nostre menti stanche.
La morte, più ne sei vicino maggiormente apprezzi il valore della vita, quella vissuta veramente.
Le farfalle, come potrebbero vivere di una bellezza eterna se vivessero in eterno,
e l’amore, che è eterno per i poeti, e vive di vita breve e stentata.
Se non morissimo, a volte non avremmo l’occasione per riscattarci, e da vivi, aspettiamo sempre il tempo che verrà, ma il grande regolatore, la saggezza che ti manca, non te la regala. Solo poche cose non hanno bisogno della morte, la meraviglia e la connettività, tra le altre.
Per questo non disdegno scrivere di Morte.

P.S.:
Connettività, non è una conclusione poetica ma, “La morte deve essere” nasce da questa “magia”, connessione tra musica con poesia, e per questo, devo ringraziare Angela, che è sempre “connessa” senza correre il rischio, come direbbe Steven Johnson, che la società del multitasking rovini la sua, la nostra creatività. Grazie Angela







La logica del ragú

“Occorre dunque stabilire anzitutto, quanti siano i fini di coloro che discutono per primeggiare, con vera ostilitá” , l’odore del ragú dominava, in quel momento, anche le idee. Il rugú é identitario, non ha bisogno della “logica” che, di odori diversi, opposti, si nutre e anche se le ricette sono molte, ognuna, conserva gelosamente la propria identitá. “In effetti costoro si prefiggono, prima di ogni altra cosa, di suscitare l’apparenza di una confutazione”. Aristotele si insinua, timido tra il trito profumato di terra: cipolle, sedano, carote e, mentre lo sfrigolio muta in concerto, mi viene in mente che, una delle prime cose che ho imparato delle classificazioni in logica di Atistotele, Eristica, mi aveva appassionato, come la preparazione del ragú, perché l’idea che si potesse discutere di un argomento basato su una premessa falsa, era come ipotizzare la preparazione del ragú per un pasto veloce. Nella premessa (in filosofia) sono contenuti gli elementi da cui si deducono le conclusioni, nascono nella premessa e si sviluppano nel discorso, in logica la premessa é il fondamento. Il ragú si stava sviluppando sulla premessa di:
il tempo necessario;
la giusta base vegetale;
e la carne, cotta prima e prima scelta con sapienza.
Premessa e argomentazione impeccabili.
Ultimamente ho sentito moltissimi discorsi di politici- “cuochi” basati su premesse false, e tutti a bocca aperta, non per mangiare il mio ragú, ma per abboccare. E poi c’é chi non mangia il ragú per l’eccesso di calorie che contiene, ma é disposto ad ingoiare, a zero calorie, le falsitá che tutti i giorni ci propinano. Io preferisco ingrassare, logicamente.










mercoledì 23 maggio 2012

Gli uomini che implorano

Gli uomini implorano il perdono
pregando un dio multiforme
s'inginocchiano
prostrano la coscienza alla finzione
per poi alzarsi le spalle alla luce
e ricongiungersi al mostro che li ha generati
mentre piangono l'anima
che hanno rinnegato.

martedì 22 maggio 2012

Il posto dei libri- La Recherche

Abbiamo sempre avuto paura del cambiamento, anche piccolo, la nostra struttura cerebrale (ne ho parlato in un precedente post) non è evoluta a tal punto da accettare i cambiamenti repentini. Per questo sostengo che il cambiamento deve prima di tutto avvenire in noi stessi, con l'assunzione del principio che l'immobilità del certo, per quanto ci possa apparire appagante e soddisfacente, è la negazione del “migliorarsi”; mettersi in discussione, conoscere, esplorare nuovi orizzonti è la condizione essenziale per crescere o, se vogliamo per evolversi. In periodo di totale oscurità come quello che stiamo vivendo, non da pochi anni, è imperativa la conoscenza, che è la chiave per aprirci al cambiamento, per questo motivo, mi sembrava che parlare della "Recherche", fosse quanto mai appropriato. Fortunatamente non leggerò io, questa volta, anche perché il breve brano che vi sottopongo, sarà letto nella lingua originale e poi tradotto. Un grazie particolare alla mia lettrice d'eccezione, grazie anzi, merci. "Cliccate pure e, buona ricerca."